
A distanza di una settimana siamo di nuovo punto e a capo. Anzi, se possibile anche peggio. I blocchi diffusi scontati la precedente settimana uniti ai bollettini meteo da guerra pronosticanti un ripetersi, se non un aggravarsi, delle precipitazioni nevose, ha portato Trenitalia a cautelarsi in anticipo, imponendo un taglio preventivo dei servizi in molte linee prima che cadesse un solo fiocco di neve. Lasciando a piedi migliaia di persone, e diversi capoluoghi di provincia completamente isolati. Di fronte al susseguirsi di notizie funeste, ho preferito rimandare, di un'altra settimana, la discesa in Calabria. Ovviamente non sono rimasto in casa a guardare.

Sabato mattina mi sono recato alla stazione di Terni a vedere che aria tirava. Le precipitazioni erano state inferiori alla precedente settimana, e il traffico ancora si svolgeva regolare, sulla dorsale Roma - Ancona. Segno che, anche sull'Appennino, dove si erano registrate forti criticità appena 7 giorni prima, le nevicate erano rientrate nel livello di guardia. Nonostante questo, la linea per L'Aquila era già chiusa dal giorno prima. Ho deciso allora di andare a dare un'occhiata in casa FCU, che lo scorso sabato, nel marasma totale, si era favorevolmente distinta, garantendo la circolazione di tutti i convogli, con ritardi molto contenuti, nell'ordine di una manciata di minuti. Sono salito sul Reg 246 delle 12:54 per Perugia, effettuato con la ALn 776.062. Attraversiamo tutta la periferia, superiamo Cesi, e all'arrivo a Sangemini si iniziano a vedere i primi segni di più abbondanti nevicate. Sarà un crescendo continuo da Todi fino a Perugia. A Marsciano ci fermiamo, e il capotreno avvisa che osserveremo una sosta di almeno una decina di minuti. Gli chiedo se dobbiamo effettuare incroci; mi risponde che, a causa degli scambi gelati, siamo impossibilitati ad incrociare alla stazione successiva di Papiano, dobbiamo quindi attendere l'arrivo del corrispondente Reg 243 Perugia - Terni prima di proseguire. Ne approfitto per scendere a scattare foto, e mi dico tra me e me che è stato un colpo di fortuna. Diverse volte avevo programmato di salire in auto a Marsciano a fare foto all'impianto, e avevo sempre rimandato. Ora potevo farlo comodamente, per giunta a scalo innevato, senza perdite di tempo, potendo poi proseguire direttamente in treno per il mio viaggio.

Mentre mi guardo intorno attendendo l'incrocio, faccio la prima valutazione. Questo è il modo corretto di affrontare i problemi e risolverli, senza arrecare pesanti disagi. Di fronte a un problema infrastrutturale dovuto a condizioni eccezionali, non si è provveduto ad eliminare ogni servizio, ma ci si è ingegnati per garantirlo in modo efficace. Con un ritardo di pochi minuti il viaggio è salvo. Queste ferrovie complementari, spesso viste con sufficienza, al momento opportuno sanno mettere in campo la loro perizia per svolgere, regolamente, il proprio lavoro. Arriviamo a Ponte San Giovanni sul binario 4.

Per S.Anna si cambia con la ALn 776.055, pronta al binario 5. E si parte. Complice i segni dell'abbondante nevicata a bordo tracciato e la corposa pendenza da superare, sembra di stare, per un attimo, in uno di quei tracciati di alta montagna che superano i 1.000 metri, mentre in realtà siamo a quote molto più modeste. Arriviamo a Perugia S.Anna, con i binari centrali sgombri; una 776 è ferma al binario 1, due unità agganciate in doppia sul 4; noi parcheggiamo in coda a quest'ultime. Vado a dare un'occhiata agli orari. Il primo treno per Terni è il Reg 27 delle 17, e mancano 10 minuti alle 15. Visto che ho tempo da perdere mi diletto a girare in lungo e in largo lo scalo, per l'occasione in veste inedita, scattando alcune foto. Quando sono le 15:30 decido di fare un giro in centro a Perugia per ingannare il tempo. Così mi diletto in un tour dal sapore vagamente turistico.

Mi dirigo nuovamente in stazione dove arrivo intorno alle 16:30. In tempo per la partenza del Reg 256 per Sansepolcro dal 1° binario.

Intanto sul binario 2 è parcheggiato il Reg per Terni composto da una doppia di 776, cui si apprestano ad effettuare il pieno di gasolio.

Suona la campanella, treno in arrivo. Reg 243 da Umbertide. Salgo sulle scale per una bella panoramica. Una "tripletta" sul 3. Finalmente tutti i binari sono magicamente occupati, sopra un candido velo di neve. Visione degna del miglior plastico ferroviario.

Il treno parte puntualmente alle 17 e in un'ora e mezza, senza intoppi di sorta o rallentamenti, sono di nuovo a Terni. Già a Todi inizia a cadere qualche fiocco di neve, che si mantiene a Massa Martana, ad Acquasparta è quasi bufera. A Terni ancora nulla, ma è questione di pochi minuti. E mentre attraverso il centro città a piedi dalla stazione a casa, inizia a cadere incessantemente per tutta la sera, anche di notte.
Anesthetize

L'indomani mi reco nuovamente in stazione, e nel giro di un giorno lo scenario è mutato, sprofondando indietro di una settimana. La Roma - Ancona è nuovamente in crisi, sotto la legge implacabile dell'Appennino; l'ES9325 Roma - Ravenna registra un +200, per poi scomparire dal tabellone; verrà soppresso al P.M.228, alle porte di Fabriano. Il Reg 2325 Roma - Ancona è dato a +90, saliranno a 2h10 per poi contenere in 105 minuti il suo ritardo a Termini. Per tutto il fascio binari della stazione, eccezion fatta per un Reg FCU in partenza, non si muove paglia. All'arrivo del 2483 Perugia - Roma e del corrispondente 12110 Roma - Ancona, entrambi dati in orario, manca ancora 40 minuti. Decido di spostarmi sul cavalcavia lato Foligno, per scattare qualche panoramica insolita, con il fascio binari innevato. Intanto arriva il 12110 sul 3° binario, e deve aspettare l'incrocio, essendo la linea per Foligno, dopo Terni a binario unico. Ma quel treno ha qualcosa di strano, nel locomotore. Scatto alcune foto a distanza, dalla forma sembrerebbe un caimano, ma è strano, il piccolo schermo della reflex non fuga i miei dubbi. Intanto arriva il 2483 che si attesta sul 2° binario.


Il 12110 si muove ed ecco svelato l'arcano. Ha in testa il 655.474 in vecchia livrea, e la 464 in coda.

Penso che sarei dovuto restare in stazione, a godermi da vicino lo spettacolo, con il treno rimasto fermo sul binario per 10 minuti almeno. Poi mi dico che l'inedita inquadratura vale altrettanto, saluto il convoglio in transito e me ne vado.





























































