venerdì 12 marzo 2010

Treni-Taglia ... che l'erba cresce

Il misfatto è recente, ed ha creato scalpore, e fisiologica mobilitazione. Dal 1° marzo Trenitalia ha soppresso tutta una serie di collegamenti a lunga percorrenza riguardanti la Calabria e la Sicilia. Per restare sulla sponda Jonica, a me particolarmente cara, si è purtroppo giunti alla soppressione, più volte paventata, dei seguenti treni:

ICN 751/752 Reggio Calabria Centrale-Milano Centrale "Tommaso Campanella” con sezione jonica via Roccella;
ICN 761/768 Reggio Calabria Centrale-Torino Porta Nuova “Scilla”, con sezione jonica via Roccella.

Ne consegue che il nodo di Catanzaro Lido risulta falcidiato di due importanti collegamenti diretti con il centro/nord Italia, passando dalle precendenti 5 relazioni alle 3 attuali. In tutto il bacino della jonica sud è attualmente rimasto un'unico collegamento, dalla traccia peraltro indecente: quello fornito dall'Exp 890/893 Roma Termini - Reggio Calabria C.le.

In un lembo d'Italia dove il servizio ferroviario regionale non decolla (è anzi volutamente trascurato al limite del sottosviluppo) ci si ostina imperterriti a infierire sulle sorti di una popolazione affamata di mobilità che storicamente si è distinta nel sacrificio imposto dall'abbandono sistematico della propria terra per carcare fortuna nel Nord Italia.

Sono sinceramente e seriamente preoccupato. Penso che se oggi Catanzaro piange, di certo Crotone non ride, essendo seriamente indiziata per i tagli di un domani .... sempre più prossimo. Il più grande scalo della fascia jonica, ex tempio della lunga percorrenza, già mortificato dalla de-industrializzazione cittadina (con conseguente perdita del servizio merci) ... ridotta ad un inesistente ... indecente servizio regionale, che evita di collegarla con buona parte dei centri nevralgici dell'interesse regionale (eccezion fatta x Catanzaro Lido e 1 ... sottolineo 1 ... solo collegamento diretto con Cosenza).

Nel fare tutti gli scongiuri del caso, mostro un'ideale carrellata dei pochi treni rimasti al servizio della jonica nord, a cui è bene attaccarsi con i denti .....

Exp 953/954 Roma Termini - Catanzaro Lido (qui in sosta a Corigliano Calabro, diretto a Catanzaro Lido)





Exp 905-908 "Freccia Adriatica" Torino Porta Nuova - Catanzaro Lido (in composizione sul binario 1 di Cz Lido in attesa di ricevere dal deposito la D 445 titolare)













Icn 782/787 "Freccia del levante" Milano Centrale - Crotone e vv. (qui in sosta a Sibari, diretto a Crotone)









Ic 566/563 "Murge" Milano Centrale - Crotone e vv. (in sosta a Corigliano Calabro, diretto a Milano Centrale)









Ic 534/537 Sila "Roma Termini - Crotone" e vv. (qui a Cosenza appena giunto da Crotone in composizione ridotta a sole 2 carrozze con la 402 pronta ad effettuare la manovra di inversione)

martedì 9 marzo 2010

Dal mare alla neve

In sei anni di ricerca archeologico - ferroviaria ho assistito incantato alla scoperta di reperti impensati della nostra storia sociale recente. Mutando scenari e latitudini, ma sempre in armonia con la natura che talvolta cela ma non cancella. Rileggendo la vita trascorsa di operose comunità, spesso contrassegnate da quella smania tutta umana di fare e disfare, creare e distruggere repentinamente quanto che nel tempo perde di imminente utilità, rispetto al momento in cui fu concepito. Finendo per rinnegare le proprie intuizioni, e, quel che è peggio, la propria memoria.

In sei anni di queste ricerche ho anche scritto pagine interessanti della mia vita, nel segno dell'amicizia, del piacere di condividere una passione con menti affini, all'aria aperta. L'ultima uscita è stata particolarmente memorabile sotto molti aspetti, al di là del lascito tecnico - storico ferroviario, pur non trascurabile. Mai mi era capitato nella stessa escursione, di passare dal mare alla neve, da 0 a 1.400 metri s.l.m.

L'amicizia con Vittorio è una grande conferma e una continua scoperta. Sempre più punti in comune ci uniscono, nonostante i 20 anni di età che ci separano. Potrei essere suo padre, potrebbe essere mio figlio, anche se a guardarci insieme non si direbbe affatto. Forse è proprio questo il segreto del nostro rapporto. E quei 650 km. che ci separano sono come una molla che si carica lentamente per poi scattare di colpo con slancio. Così quando ci ritroviamo ne abbiamo di cose da raccontarci; abbiamo soprattutto voglia di fare qualcosa di costruttivo insieme, scaricando a terra progetti, idee, frenetiche intuizioni che corrono su binari desolati e sedimi abbandonati. Le distanze spaziali si accorciano, quelle temporali si annullano. E in una giornata può accadere di tutto, la storia diventa memoria e prende vita.

Questo è un post senza immagini, di sole parole galleggianti come nuvole che scandagliano il paesaggio mentre lo sorvolano. Perché le foto scorrono e si alternano, mentre il filo itinerante resta ovunque il medesimo. Aspettando la prossima uscita, che ancora una volta sarà memorabile.