giovedì 27 maggio 2010

Il cielo su Catanzaro



Sfogliando le pagine della cronaca su carta o ai TG, mi rendo conto che siamo sempre la "Piccola Italia" cialtrona, corrotta, intrisa di malessere e malaffare, soprattutto ... mal rappresentata.


Una delle cose che più mi lascia l'amaro in bocca è che anche su internet, dove un tempo fiorivano splendide pagine di vita privata quotidiana unica e inimitabile, una quantità sempre maggiore di persone rinuncia a compilare il diario della propria esperienza per arrogarsi a improvvisata tribuna politica, in modo tanto dilettantesco quanto irritante, difendendo a spada tratta personaggi e problematiche indifendibili. Con il misero risultato di essere presi in giro due volte da chi ci governa. Quanti paladini delle cause perse dimorano nel nostro strano "paese" (e quanto tempo la gente ha da buttare).



E allora torno alla "Piccola Italia", intesa come insieme di angoli e scorci locali, spesso sconosciuti ai grandi filosofi dei massimi sistemi, dove sovente si annidano opere di ingegneria operosa, concepite in altre epoche in cui le decisioni si prendevano (e le opere si facevano) perché servivano e per risolvere i problemi della comunità, non certo per arricchire i propri compagni di merenda.



Opere che, è bene ricordarlo, a differenza delle attuali erano destinate a "durare nel tempo", salvo l'intervento "postumo" dell'uomo stesso a distruggerle con le proprie mani, per "ricavarne" altro.



Il "cielo sopra Berlino" è protagonista di un film divenuto celebre in tutto il mondo; il "cielo su Torino" ha riempito i concerti di molte città. E il "cielo su Catanzaro"? Com'è? Riuscite ad immaginarvelo? E ... facendo un passo indietro, riuscite a immaginarvi Catanzaro, voi che non ci siete mai stati? A parte le cartoline del viadotto Bisantis che ormai conoscono anche in Cina ....



Più i luoghi sono ardui e scomodi, più la mente umana si ingegna per arrivarvici. Muovendo in pendenza e a strapiombo, che getti lo sguardo a lato ed è giù volato di sotto.



Come spesso accade, il tanto bistrattato mezzo su rotaia offre, anche in questo caso, una visuale privilegiata, incomparabile. Dove gli scorci noti, a cui si aggiungono quelli impensabili, assumono una luce nuova e rivelatrice.



Provare ... per credere

domenica 23 maggio 2010

Profumo di casa

Avrei voluto scrivere tante cose a riguardo, ma di fronte ai grandi traguardi della vita spesso si resta in religioso silenzio. Come se nessuna parola fosse in grado di rappresentare il frutto di un lungo percorso fatto di battaglie, sacrifici, rinuncie e rinvii. Sembrava un approdo lontano e indefinito, eppure nel giro di poche settimane è diventato realtà. Non è ancora finita, ma il grande passo è stato fatto. Ora restano solo le modifiche, quegli aggiustamenti necessari per conferirgli il proprio tocco, per entrarci dentro. Ma ormai è lì ed è mia (anzi nostra). Casa, dolce casa.

lunedì 10 maggio 2010

Sapore di Sila



Probabilmente io di ferrovie e di organizzazione dei servizi su rotaia non ne capisco nulla (il che è altamente probabile). Però non so rassegnarmi in modo passivo alle logiche di comodo, alle prospettive di corto respiro, all'utilità solo imminente che omette di considerare tutti i potenziali risvolti del caso. Non riesco a tacere la rabbia per l'accantonamento totale di un pezzo importante di storia.


Parliamoci chiaramente, le M4 a Camigliatello hanno tutto un altro fascino rispetto a Cosenza e Catanzaro. Ho avuto la fortuna di ammirarle lassù, placidamente ferme, accanto alle carrozze storiche, in attesa di fare ritorno al mondo civilizzato e frenetico della grande città. Era l'agosto del 2007 e per me le Ferrovie della Calabria erano soltanto un pezzo di storia, sentito ma mai masticato con i propri denti. Guardavo quelle automotrici, che possono essere belle o brutte a seconda dei gusti. Nel loro "maquillage" pesantemente graffitato non facevano certo una grande impressione all'occhio comune e fatalmente distante. Ma in quell'ammasso geometrico di metallo e motore, ancora non familiare, vedevo tutta la potenza e la suggestione di uno sbocco, di quella città, Cosenza, così distante e così vicina, mentre intorno la popolazione turistica sgomitava nell'impossibilità di parcheggiare un semplice spillo. Già allora i collegamenti con Camigliatello erano più effimeri che reali, scendendo progressivamente da 2 a 1 sola corsa giornaliera, in orari organizzati talmente male da scoraggiare deliberatamente l'utilizzo del treno, anche a chi ne fosse realmente interessato.


Si parla di incentivazione del servizio turistico sulla Sila, ma ad oggi non c'è più un collegamento diretto con la stessa. Si parla di valorizzazione, ma le "Ferrovie della Calabria" non effettuano una sola corsa le giornate di domenica e i festivi, quando i lavoratori, liberi da impegni e dalla fretta consueta, hanno la possibilità di prendere le loro famiglie a viaggiare alla riscoperta dei loro tesori, muovendosi in modo diverso, rallentato, ma altamente carico di suggestioni.



Sarà che il sottoscritto, se fosse cosentino, non avrebbe problemi a prendersi il trenino per salire a Camigliatello lasciando volentieri l'impiccio della macchina nel periodo di affollamento turistico, sarà che sono un sognatore romantico e nostalgico, sarà che prima di abbandonare una strada devo averle provate tutte ... ma il sottoscritto ha una gran voglia di ripensare il servizio ferroviario sulla linea della Sila.


Lascerei durante la settimana il servizio limitato a Spezzano della Sila. Il sabato prolungherei almeno un paio di corse su Camigliatello, con un servizio che fermi a Centro, Casali, pedace, Serrapedace, Spezzano Piccolo. Spezzano Sila, Celico, San Pietro in Guarano, Moccone (facoltativa), Camigliatello Silano. La domenica istituirei lo stesso servizio, un paio di coppie, ovviamente ad orari accessibili e di incentivo. Soprattutto nei periodi tra primavera e autunno con il pienone estivo, e d'inverno con la neve, potrebbe funzionare. Ovviamente le cose non si promuovono da sole, ci vuole testa e voglia di farle girare, In analoghi periodi, istituirei anche un paio di coppie giornaliere tra Camigliatello e San Giovanni in Fiore con fermata a San Nicola Silvana Mansio (e possibilità di break al bar). Tutto questo da aggiungersi al servizio turistico storico con treno a vapore. Ma il turismo deve diventare un concetto ordinario, non limitato e di nicchia. E l'incentivo e la valorizzazione è una battaglia che si combatte ogni giorno, iniziando a riprendersi la propria storia e il proprio tempo, e guardando con occhio diverso il paesaggio straordinario che spesso silente ci scorre davanti. Cosenza non deve più restare separata dalla sua montagna; e la Sila non deve più rinunciare alla sua città. Imparando a lasciare da parte la fretta, lo smog e la gomma.


Ma io non ne capisco nulla di ferrovie e di treni ...