lunedì 14 febbraio 2011

Battesimo ferroviario



Era nell'aria, e qualcosa sarebbe successo, lo sapevo. Il nuovo anno è iniziato in sordina, o forse alla riscoperta di valori nuovi, che poi alla fine sono sempre i vecchi, andati perduti. Se alla fine si fanno solitamente bilanci, l'inizio del nuovo è tradizionalmente il campo dei nuovi propositi. Dei progetti ambiziosi, sullo slancio dell'entusiasmo, di qualcosa che si rinnova, anche se poi fatalmente finisce col il restare quasi sempre tutto uguale. Io mi sono guardato indietro, per guardare avanti. Ho pensato al primo rapporto che ebbi con il treno, e con quel mondo ferroviario che ho sempre costeggiato, senza averne mai la smania di farne parte.



Una cosa però la ricordo. Quel giorno di tanti anni fa che mio padre decise di portarmi in treno, di farmi vivere in parte quel mondo che caratterizzava giorni importanti della sua vita di pendolare dell'Italia intera, e feroviariamente parlando, molto più unita. Prendemmo un regionale per Orte, è l'unica cosa che ricordo nitidamamente. Non saprei dire che composizione aveva, ero troppo piccolo e per anni, anche da adolescente, francamente questo aspetto non mi ha mai interessato. A me sembrava quasi un viaggio titanico quella mezz'ora trascorsa sui binari, ai tempi sacri del "tu-tun tu-tun". Orte sembrava veramente un altro mondo, a quei tempi lo era davvero.



Così sabato 8 gennaio ho deciso di fare altrettanto con mia figlia Eleonora. L'ho fatta salire a bordo del Drago sfrecciante sui Binari. Ho proposto una gita fuori porta, coinvolgendo un'altra famiglia di genitori del Nido, a cui si è prontamente aggiunta una coppia di loro amici, con prole al seguito. Sei adulti e 3 bambine, e un viaggio da Terni e Foligno a bordo dell'ES effettuato dal solito, inossidabile, ETR 450. Sia a salire che a scendere, mezz'ora sul velluto senza fermate intermedie. Sembra poco, ma non lo è. E se stavolta abbiamo scherzato, la prossima volta si fa sul serio. Destinazione Ancona. Bimbe... in carrozza. Si parte.

lunedì 7 febbraio 2011

Ecatombe Jonica (parte II)


Al peggio non c'è mai fine. Sembra una frase fatta, ma quando meno te l'aspetti salta fuori la magagna dietro l'angolo. Volevo scrivere un lungo post a corredo e completamento del precedente, ma sinceramente me ne è passata la voglia. Di fronte a qualcosa che ha dell'incommentabile, c'è veramente poco da scrivere, e quando si trovano anche due ragionamenti da mettere in fila, spesso è lo stimolo a venir meno.

Quindi nessuna teorizzazione. Mi limiterò a postare un dato che, più di tanti discorsi, oltre a far cadere le braccia, mostra la cifra dello scempio a cui stiamo assistendo. Se qualcuno in buona fede poteva pensare che il regionale 3719 Crotone - Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, in arrivo allo scalo lametino 5 minuti dopo la partenza dell'ES FAST PER Roma Termini fosse il frutto infelice di una clamorosa svista ... stamattina ho raccolto un altro dato analogo che mi ha letteralmente gelato.

Mettiamo che uno arriva in piena notte con l'Exp 895 a Lamezia ... alle 5:26. Mettiamo pure che ci sia qualcuno che decide di prendere questo treno per salire a Crotone, o qualche altro paese della Jonica Nord, anche a costo di caricarsi sulle spalle un giro leggermente più ampio. Allora .. se quel qualcuno a Lamezia per Catanzaro Lido prende l'antenna bus LP895 (ammesso che rimanga) al modico prezzo di €. 4,10 ..... allora salvo imprevisti arriva allo scalo catanzarese per le 6:36, in tempo per prendere il R3720 per Sibari delle 6:45. Se invece vuole farsi giustamente tutto il viaggio in treno, e quindi, pur disposto ad aspettare una buona quarantina di minuti allo scalo lametino, prende il R3771 delle 6:13 ... (che è bene ricordare costa €. 2,90), arriva alla stazione di Catanzaro Lido alle ore 7:00. Cosa gli accade? Di dover svernare 4 ore e mezza in stazione .... perché il primo treno utile per Sibari è il R3728 in partenza alle 11:25.

Cose dell'altro mondo ... e non mi sento proprio di aggiungere altro.



Postilla a margine

Giorni fa mi ha scritto l'amico "Ciccio" Lazzaro, esperto conoscitore del mondo ferroviario di Catanzaro e dintorni, il quale mi ha fatto giustamente notare che per 5 giorni su 7, dal lunedi al venerdi, esiste un treno prima di quello delle 11:25, precisamente alle 9:30. Nel ringraziarlo per l'informazione, mi sento di fare una doverosa precisazione.

Quando iniziai a scrivere "Ecatombe Jonica" sull'onda della variazione d'orario di dicembre e degli effetti drammatici che questa avrebbe comportato, avevo in mente tutt'altro. Volevo fare una disamina approfondita, puntuale, sufficientemente precisa, di tutto quello che stava accadendo, ferroviariamente parlando, sia a livello di servizi che di infrastruttura, in quella zona. Di qui l'idea di dividere idealmente il discorso in più post, ognuno dedicato all'approfondimento di un aspetto. E infatti il primo di essi era dedicato solo e soltanto al taglio dei treni a lunga percorrenza (omettendo deliberamente di trattare dei tagli al servizio regionale non meno gravi),con la convinzione di riprendere compiutamente tutto il discorso.

Poi però sono successe tante cose in mezzo in questi due mesi, alcune a maturazione di situazioni già avviate al ritorno dall'estate. Problematiche personali legate alla salute di mamma, l'operazione, l'apparente scampato pericolo, il ripiombare in un quadro da incubo ... il progressivo disincanto che mi ha portato a guardare alle questioni ferroviarie con sempre maggior distanza e distacco, dal di fuori. Valga per tutti le dimissioni da un forum di ferrovie di cui ero amministratore e in cui ho passato nottate, e di cui di punto in bianco mi sono accorto di non averci più nulla a che fare. La stessa impossibilità di scendere in Calabria dalla fine di Agosto ha influito pesantemente sulla voglia di tornare a discutere di certe magagne. Tante cose sono cambiate, me compreso. Era tutto rimasto sospeso li e, probabilmente poteva rimanerci per mesi ancora.

Ho deciso di dare una scossa al silenzio, o forse guadagnare una dignitosa uscita al topic in oggetto, formulando non un discorso, piuttosto un'annotazione a margine, un'istantanea, uno scatto. Come tale, rappresenta solo un momento, una inquadratura parziale, ma non per questo meno reale. Il principio che mi ha mosso è stato lo stesso che mi spense ad aprire il topic ... quello del pendolare periodico della lunga percorrenza che sovente si trova a dover scendere in Calabria con il treno .... e che ormai trova impossibile scendere in quel lembo di Calabria con il "solo" treno. Che trova buchi d'orario spaventosi, che gli fanno perdere più tempo a spostarsi da una parte all'altra della regione che non già a scendere dalla sua Umbria. Anche a costo di fare un cambio in più, impegnando un giro più largo, nella accettazione di qualche tempo morto nella stazione di interscambio. No, non è più possibile scendere in Jonica in treno il fine settimana venendo da Roma .... se non prendendo almeno per un tratto uno di quei trabiccoli su gomma chiamati LPXYZ, oppure avere due giorni da buttare, il che vanifica il bisogno di scendere per fondati motivi.

E se dal lunedi al venerdi c'è un treno alle 9.30 che da Catanzaro Lido sale a Sibari, a maggior ragione dovrebbe esserci il sabato, dove in teoria dovrebbero esserci si meno treni giornalieri, ma per contro dovrebbe essere maggiormente curato l'interscambio con la lunga percorrenza proveniente dalle altre parti d'Italia.