venerdì 27 maggio 2011

Corsivi del 05.03.2011 (parte terza)

1.5 Potenza Centrale - Salerno



Non tutti gli imprevisti vengono per nuocere, in fondo. Inizialmente mi sono infastidito per l'accaduto, non tanto per il disagio arrecato, quanto per il modo barbino in cui questo è maturato. Un modo di gestire le linee e i relativi servizi da parte di Trenitalia e le sue DTR che sta mietendo danni, negli avamposti di confine; questa visione di corto respiro di considerare ogni linea a sé stante, mettendo coincidenze al minuto pronte a saltare al primo imprevisto,complica di molto la vita al viaggiatore normale.





In ogni caso di modificare il programma neanche a parlarne, dopo averlo attentamente studiato, mettendo in conto anche qualche intoppo d'orario. Avevo fatto in anticipo tutti i biglietti dei tour del giorno dopo, proprio per evitare di dover correre nelle stazioni, in caso di coincidenza stretta, magari causata da qualche ritardo in linea.



Il treno successivo per Salerno è anche l'ultimo in orario del giorno, il R 12440 delle 20:32 con arrivo previsto alle 22:46. Poiché non ho fretta, faccio buon viso a cattivo gioco. Ed essendo per indole fatalista, cerco di trovare un senso alla permanenza sopravvenuta nello scalo lucano. A Potenza Centrale ho transitato spesso, sempre in piena notte, nei vari viaggi da Terni alla Calabria e ritorno, con l'Exp 951/956. Sempre occhiate di sfuggita, quando mi destavo dal sonno, in momenti in cui in stazione non c'erano altre forme di vita. Mi aggiro per il fabbricato e i binari dello scalo, scattando qualche foto in notturna, da mettere nel carniere.







Poiché mi avanza un'ora e mezza abbondante dal prossimo treno, decido di ingannare il tempo facendo uno squillo al "socio" Vittorio. Il quale mi pressa per andare a dare un'occhiata in casa delle Ferrovie Appulo Lucane. Alla fine mi lascio convincere e mi incammino verso la stazione di Potenza Inferiore Scalo delle FAL, distante poche decine di metri e affiancata alla linea in uscita sul lato Salerno.









Al mio arrivo non c'è parvenza di vita ferroviaria, ma è questione di pochi attimi. La M4 311 giunge dal centro città, ferma, quindi viene inviata in deposito. Sui binari sono parcheggiate un paio di rimorchiate RA pesantemente graffitate, e una manciata di carri misti (tramoggia, L, pianali a sponde basse, un carro cisterna).



Torno sui miei passi, ma non faccio in tempo ad abbandonare il piano binari e fare una manciata di metri che sento un rumore alle spalle. Qualcosa è giunto, dal deposito. Mi giro e vado a vedere, e con grande sorpresa mi trovo la M2 206 Breda. Un paio di scatti sono d'obbligo, e al diavolo anche i graffiti. Ovviamente chiamo nuovamente il socio al telefono, e iniziamo a fantasticare di una ricognizione in casa FAL da consumarsi l'agosto prossimo, partendo in auto dal fronte calabro jonico.







Quando arrivo al piazzale antistante la stazione centrale RFI, getto uno sguardo intorno, e c'è un passo che mi incuriosisce, sul rialzamento posto di fronte al fabbricato. Mi avvicino e scorgo il binario a scartamento ridotto che prosegue verso la città, e sulla destra, la tettoia con il fabbricato, avente sembianze di un casello, della fermata di Potenza Inferiore FAL. C'è il solo binario di corsa e nessun movimento, ma è sempre un altro cimelio in casa delle cugine delle amate calabro, che immortalo e porto a casa.









Tra i movimenti degni di nota in casa RFI/Trenitalia, un regionale da Napoli Centrale diretto a Taranto. Mentre salgo sulla doppia di 668 pronta al binario 4 per Salerno, arriva un ETR450 per Taranto. Un paio di minuti dopo è la volta di un altro ETR450 proveniente da Metaponto che si ricovera al binario 5. E finalmente partiamo. La stanchezza della giornata inizia a farsi sentire, e io cerco di riposarmi in vista dell'arrivo a Salerno. Intorno è buio pesto, il tracciato è noto, percorso più volte sempre di notte con gli Exp 951/956. Tito, Picerno ... mi addormento, e a Battipaglia mi risveglio. La stazione di Salerno appare come un miraggio dopo una traversata nel deserto. Riaffiorano ricordi di tanti anni fa, che meritano di essere raccontati in apposito spazio e modo. Mi avvio per il corso in cerca di un posto dove dormire, e un altro dove mangiare. Alla fine pernotto nell'albergo davanti la stazione, dato che l'indomani mi attende un altra levata alle 6:00. Mi ristoro ad una piadineria sul lungomare, piccante e innaffiata di birra gelata. E' ora di andare in camera. Una doccia, il letto, e il sipario cala su questo primo inedito giorno.

domenica 15 maggio 2011

Corsivi del 05.03.2011 (parte seconda)

1.3 Pescara Centrale - Foggia



La stazione centrale di Pescara rappresenta un universo a sé stante nel variegato cosmo ferroviario italiano. Quella sua architettura che irrompe, superando senza stravolgere la geografia urbana della città. E' la terza volta che passeggio nel principale scalo pescarese, la prima che ci arrivo in treno, con tanto di fotocamera al seguito. L'idea è di scansionarlo da cima a fondo, nell'ora e mezza che mi separa dal proseguio del viaggio. Purtroppo il tempo inclemente manda pioggia a bracciate, limitando il mio raggio d'azione all'area coperta dalle pensiline. Costringendomi a riprendere lo stretto indispensabile.



Sul binario 8 è parcheggiato un Lupetto della Sangritana in attesa di un turno verso Lanciano - Vasto.





Un'ESCI è piazzato sul binario 4 con la 402B puntata verso Milano.



Un 245 irrompe da Porta Nuova trascinandosi dietro un complesso di ALe 562 prontamente piazzate sul lato Nord.





Faccio qualche scatto a destra e a manca, quindi decido di scendere sotto al bar pizzeria per un pronto ristoro. Due tranci di pizza e una birra gelata mi rimettono in sesto, mentre i pensieri corrono ai prossimi step. Faccio un rapido giro nell'adiacente libreria, giusto il tempo di ingannare e distrarre il pensiero per qualche minuto. Salgo di nuovo al piano binari. Alle 12:52 sul binario 2 arriva l'ES City 9803 Frecciabianca puntato in direzione Bari. Al binario 3 Una doppia di ALn 668(3313 e 3311) è ferma al binario in attesa di effettuare il Reg per Teramo delle 13.10.





Puntuale, alle 13:28, sempre sul binario 2, arriva l'IC 613 con la E444 037 in testa, incaricato di condurmi a Foggia.



Salgo in carrozza, una Z di 1° salonizzata, con tanto di tavolino in mezzo. Faccio amabile conversazione con un signore anziano ma dinamico e brillante che ha voglia di parlare di come (non) vanno le cose in Italia. Il tizio è diretto a Matera, ma si fa venire a prendere direttamente a Bari C.le, evitando l'utilizzo delle Appulo Lucane per la città dei Sassi. Per me è solo uno spostamento tecnico in vista del viaggio per Potenza, su un tratto di linea percorso in senso inverso appena una settimana prima. Decido quindi di prestarmi alla conversazione, per ingannare le due ore di viaggio che mi separano da Foggia. Dove arrivo alle 15:20 sul binario 5, ancora una volta in perfetto orario.



1.4 Foggia - Potenza Centrale





A Foggia la pioggia non accenna a placarsi, in compenso si alza un vento gelido che penetra fino alle ossa. Mi si prospetta un'ora e mezza di sosta che cerco di eludere scattando alcune foto restando al coperto delle pensiline. Sul 5° tronco nord è ricoverata la 668 1942, mentre sui binari di ricovero c'è una cospicua presenza di carri tramogge, Sitfa per autovetture, ed alcuni carri carichi di legname.









Pronto al binario 3 l'ES 9354 per Roma Termini delle 15:23 instradato via Benevento - Caserta. Degno di nota il movimento sulla linea Foggia - Lucera, riaperta al traffico nel 2009 dopo una chiusura di 40 anni previa ricostruzione e adeguamento, ed esercitata dalla società regionale delle Ferrovie del Gargano. In mezz'ora sono giunti due convogli Flirt da Lucera, di cui uno prontamento ripartito.







Il maltempo perversa e mi rifugio all'interno del bar, zavorrando lo stomaco al Mc Donald della stazione, data la concidenza al minuto a Potenza che mi farà rimandare la cena all'arrivo a Salerno. Alla fine mi dirigo al 4° tronco sud dove è pronta la 668 1071 per Potenza Centrale, in singola.



Partiamo in orario alle 16:52. E qui le condizioni fotografiche sono veramente peggiorate. L'automotrice in questione ha i vetri oscurati dalla pellicolatura a puntini neri. Con il diluvio fuori e il calore asfissiante generato dal riscaldamento all'interno dell'automotrice, si crea una condensa continua sui vetri. E' il punto peggiore del viaggio, in cui tossisco a ripetizione. Il cielo metereologicamente già scuro, peggiorato dalla fitta pioggia, e l'orario che si avvia al tramonto contribuiscono a dare una scarsa visuale sulla linea. Al punto che mi faccio una buona parte del viaggio fino a Rocchetta sul vestibolo affacciandomi dai vetri delle portiere. Dalle parti di Rocchetta il tempo è qualcosa di infernale, e infatti per un tratto l'automotrice prosegue a passo d'uomo, accumulando una decina di minuti di ritardo, con continui rigagnoli d'acqua accanto ai binari e campi allagati. Il fiume Ofanto che scorre sotto la stazione ha un aspetto minaccioso. Quando arriviamo a Rocchetta, la stazione in piena curva appare quasi un miraggio in quella sorta di bolgia infernale, il che accresce l'aspetto mistico di questo scalo concepito come grande snodo in quell'angolo dimenticato da Dio, al confine tra 3 regioni (Puglia, Basilicata, Campania), 3 provincie (Foggia, Potenza, Avellino), con i paesi da cui prende il nome distanti entambi oltre 10 km. dallo scalo. Su Rocchetta è stato scritto tanto e devo dire che è tutto meritato. Purtroppo l'ho potuta solo intravedere dal treno, con la grande rimessa, il suo fabbricato imponente, e il viadotto sull'uscita lato Potenza.



Quando l'automotrice si ferma e apre le porte, campeggia davanti l'indicatore famoso con l'indicazione delle provenienze dei treni visto in tante foto (Gioia del Colle, Avellino, Foggia, Potenza) e mi prende un barlume di emozione. Ripartiamo subito visto lo scarso movimento viaggiatori, con il capotreno che si affretta con la chiave a dare il segnale di chiusura alle porte e guarda storto il mio tentativo di affacciarmi fuori dalle porte con la fotocamere nel cercare di scorgere chissà cosa. Inizia la salita verso Melfi, con quel tratto quasi a strapiombo e la gente sul treno che fa gli scongiuri (temendo forse che possa franare il sedime sotto la pioggia, e l'automotrice rovinare di sotto). Ma il viaggio prosegue sotto la pioggia e il quasi buio, toccando Melfi e Rionero e le altri stazioni lungo il tracciato. Quando arriviamo ad Avigliano purtroppo è buio pesto, mi affaccio dalla portiera e abbozzo una foto del fabbricato illuminato.



Sulla sinistra scorgo i binari a scartamento ridotto della FAL. Proseguiamo su Potenza. Bella l'attraversata cittadina in curva, con la città sotto illuminata, da Potenza superiore a Potenza Centrale, un tempo inferiore. Arriviamo a Potenza alle 18:55, che ha recuperato il ritardo accumulato fino a Rocchetta. Ma, come scendo sul 1° tronco, vedo in lontananza partire dal 3° una doppia di 668, in direzione Salerno. La famosa coincidenza al minuto delle 18:56, che non ha aspettato, o che è stato licenziato con eccessiva fiscalità, senza dare modo alla gente proveniente da Foggia di prenderlo. Primo imprevisto di una giornata finora filata con sincronismo perfetto.