martedì 19 luglio 2011

Corsivi su Faenza

1.3 Faenza - Bologna Centrale



Faenza è "rock". Una stazione di medie dimensioni dal buon traffico, e dal materiale alquanto variegato. Dai numerosi carri cisterne nello scalo merci alle inossidabili littorine diesel, passando per convogli regionali a due piani in uso sull'Adriatica al materiale IC ed EsCity. La capitale romagnola della ceramica è uno scalo che tira il giusto. E nell'oretta scarsa che vi ho soggiornato, decurtato il pasto, non mi sono certo annoiato.





Il D 255 2024 costeggia lo scalo merci in attesa d'impiego. Dall'altro versante, nel fascio ricovero, la rimorchiata 664 1419 è tirata a lucido.





Carri "BD" a riposo, mentre sul 1° binario il 655 473 parcheggia una mini - compo di carri cisterna.







Una E 652 traina un'altro merci proveniente dalla linea di Russi.



Un EsCity proveniente da Bologna prosegue in direzione Rimini - Ancona.





Arriva il Reg. 2130 delle 12:34 incaricato di condurmi a Bologna, trainato da una 464 con carrozze Vivalto.



Il display del vestibolo segnala ogni fermata con tanto di orario alla mano. Sono seduto al secondo piano, e guardo distrattamente la linea, proiettato sul dopo. A Bologna suonerà altra musica, e sarà a tutto volume.

lunedì 18 luglio 2011

Corsivi sulla Faentina

1.2 Firenze Santa Maria Novella - Faenza



Mi dirigo ai numeri alti del fascio binari di Firenze S.M.N, dove ad attendermi c'è il Reg 21463 delle 9:40 per Faenza, composto da una doppia di ALn 668. Mi siedo, consapevole che segna l'inizio del viaggio vero e proprio. I diretti per Faenza sono una minoranza dei servizi ferroviari in linea; un numero consistente di convogli è limitato a Borgo San Lorenzo, dove arrivano anche treni provenienti da Firenze Campo Marte. E sul principale centro del Mugello converge il materiale diesel più disparato, dalle vecchie inossidabili 668 ai pià recenti minuetti diesel, passando per composizioni più robuste con D445 al traino di carrozze MD.





Costeggiando la fortezza, usciamo dal fascio binari della stazione centrale instradati in direzione Campo Marte, per poi piegare decisamente a sinistra. Fermiamo a San Marco Vecchio, ancora in territorio cittadino; le prime fermate sono scarne, essenziali, semplici marciapiedi dotati di pensilina dal chiaro aspetto suburbano.



Eppure come l'abitato inizia a diradarsi, si affacciano scorci che non lasciano indifferenti.





Fiesole, con la sua stazione, ci preannuncia che siamo ormai fuori Firenze. Inizia il vero viaggio alla scoperta della Faentina.



Incrociamo un minuetto proveniente da Borgo San Lorenzo, in direzione Firenze. Proseguendo verso Vaglia costeggiamo le fermate di Montorsoli, Fontebuona. E' la volta di Campomigliaio.



San Piero a Sieve apre uno spiraglio sulla linea AV Firenze - Bologna. Due mondi apparentemente distanti, si guardano. Sembrano lontani anni luce, ma sono legati a doppio filo. IL completamento e la riapertura della vecchia Feantina sono la contropartita richiesta alla TAV S.p.A. per consentire il passaggio della nuova linea ad Alta Velocità nei loro territori.









Arriviamo a Borgo San Lorenzo, nel cuore del Mugello. Siamo ad appena un terzo del percorso, 35 km sui 101 totali. Qui si attesta il grosso del traffico da Firenze. E il materiale presente nello scalo sta a dimostrarlo.



Un minuetto è attestato sul binario tronco. Una doppia di 668, con la 3133 in testa è pronta sul binario 1.





Questo l'aspetto della stazione, con la pensilina in ferro.







Da Borgo San Lorenzo si dirama la linea per Pontassieve, realizzando il collegamento tra la Faentina e la Roma - Firenze LL, nata come bretella alla Faentina che permettesse ai treni merci di valicare l'Appennino e dirigersi verso Roma evitando il nodo di Firenze. Ma la costruzione di entrambi gli innesti verso Firenze, comportando un doppio regresso, ha finito per relegarla ad un traffico locale. La linea acquistò importanza dopo la seconda fuerra mondiale, quando si decise di non rocostruire la linea Firenze - Borgo San Lorenzo. I diretti Firenze - Faenza furono deviati via Pontessieve, rendendo necessario il regresso a Borgo San Lorenzo. Con la riapertura della tratta Firenze - Borgo San Lorenzo, la linea da Pontassieve è tornata a rivestire un carattere secondario, ed oggi la circolazione è limitata ad una manciata di treni. All'uscita da Borgo San Lorenzo la linea per Pontassieve è presenta uno splendido viadotto in muratura





subito seguito da un altro





Di fronte a queste visuali mi pento di aver trascorso tanto tempo a Firenze S.M.N. anziché puntare subito a Borgo San Lorenzo, per fare degli scatti in loco e poi prendere il diretto per Faenza. Il viaggio prosegue alla volta di Ronta



oltre alla quale, si scorgono gli rimasugli di neve





e si aprono alcuni dei più suggestivi spiragli del tracciato, con i suoi giochi d'acqua placidi e indomiti



A Crespino del Lamone tocchiamo il valico della linea, a 520 metri s.l.m.



e sono ancora giochi d'acqua e roccia, baciati da un tiepido sole







Segue Biforco, il nome cupo preannuncia un paesaggio da tenere d'occhio





e sotto il viadotto inscena lo spettacolo



L'arrivo a Marradi è preceduto da un altro viadotto, ed è ancora spettacolo, al contempo discreto e funamolico.





Marradi - Palazzolo sul Senio marca l'ultimo lembo di Toscana, con la visuale rivolta alla Romagna.











Popolano, San Martino in Gattara





e ancora l'acqua a riscrivere la genesi di questo lembo di terra attraversata da una gloriosa ferrata





Fognano





E finalmente arriviamo a Faenza



con i pittoreschi carri cisterna della Lotras



Arrivederci Faentina.