venerdì 19 ottobre 2012

Pensieri in viaggio

Non è ancora chiaro se siamo stati generati per lasciare un segno. Alle volte me lo domando mentre sono in viaggio. E osservo con gli occhi del passante, perché spesso non avere riferimenti certi aiuta, lascia fluire il pensiero senza vincoli e ancoraggi. Vedo strade e binari, paradigma di un universo in perenne transito. E poi vedo le case che, salvo rare eccezioni, mi attirano meno. Ci leggo la stasi di un mondo  ripiegato su sé stesso. E poi ci sono, fortunatamente ancora, i paesaggi vergini, dove puoi ancora concederti il lusso di figurare e spaziare senza interferenze. Luoghi in cui l'uomo sembra non aver messo piede, paradisi della natura, dove gli unici movimenti ammessi sono quelli del vento e del fiume, della pioggia e della neve. Dove l'uomo, quando alla spicciolata vi arriva, sembra togliersi le scarpe ed entrare in silenzio, e inginocchiarsi a pregare. E allora alle volte ti viene il dubbio, che sia meglio non lasciare un segno tangibile, nel mondo in cui poggiamo i piedi.