sabato 24 novembre 2012

Cosa succede alla Jonica...

La ferrovia Jonica, in questo mese di novembre, senza non aver pace. Il 16 novembre è stato commemorato il 23° anniversario del disastro ferroviario di Crotone che causò la morte di 12 persone, a causa dello scontro tra il reg 8437 Cariati - Catanzaro Lido con il reg 12706 Catanzaro Lido - Taranto.  Appena due giorni fa, è ricorso un anno dalla chiusura della trasversale Lamezia Terme C.le - Catanzaro Lido, quando, il 22 novembre 2011 sotto l'effetto della pioggia battente, un reg proveniente da Lamezia e diretto a Catanzaro, si accasciò sui binari a seguito del crollo del ponte che aveva appena attraversato, tra Feroleto e Marcellinara, per fortuna senza vittime, ma da allora la linea è ancora interrotta, e il ponte, in attesa di essere ricostruito. Intanto, per restare a questo novembre, si è in attesa della sospensione, a partire dal 9 dicembre 2012, data dell'entrata in vigore del nuovo orario invernale, del servizio ferroviario sulla tratta Sibari - Metaponto, che sarà, solo per metà, autosostituita. Tutto qui? Purtroppo no. Oggi, nel tratto tra Rossano e Mirto, all'altezza di un attraversamento privato, come tale a rigor di norma chiuso da un lucchetto da parte del titolare del terreno e responsabile dell'attraversamento, una monovolume attraversa la ferrovia mentre giunge il reg 3753 Sibari - Reggio Calabria Centrale. E' una strage. Muoiono i 6 occupanti dell'auto, lavoratori stagionali rumeni che avevano appena terminato una giornata di lavoro trai campi; si salvano due persone, rimaste a terra, coloro che evidentemente si sono premunite di aprire (o forzare) il passaggio, al fine di risparmiare un lungo giro in auto. La dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti, visto che tali passaggi sono disciplinati da precise regole, e dovrebbero essere, a rigor di logica, chiusi con lucchetti. Ma al di là di come sia effettivamente andata, resta il tragico bilancio, ancora una volta addebitabile, al non rispetto delle elementari norme di sicurezza. E la Jonica accusa un altro duro colpo ...

lunedì 19 novembre 2012

Terni - Milano, andata e ritorno.

La prima volta a Milano Centrale ti domandi “ Centrale è Centrale o Cattedrale?” - Marco Paolini, Binario illegale

L'IC 580 Terni - Milano C.le alla stazione di Terni, a pochi minuti dalla partenza prevista alle ore 5:08.
Ho già descritto esaurientemente la portata, reale e simbolica, della coppia di Ic 580 Terni - Milano C.le e 599 Milano C.le - Terni, al secolo conosciuti come "Tacito".  Non starò dunque a ripetermi, per chi volesse scorgere, l'antefatto rimando alla seguente lettura: Corsivi sul Tacito (Parte I) . 

Si dice che ogni promessa è debito. Quelle più difficile da mantenere, strano a dirsi, sono quelle che poniamo in essere nei confronti di noi stessi, sarà perché non le mettiamo in cima al nostro ideale scadenziario, sarà perché a noi stessi siamo soliti riconoscere, per convenienza o per alibi, più lunghe dilazioni. Poi arriva quel momento di rottura e proposizione, in cui fai il salto e ti imbarchi in quel viaggio, al limite dell'anacronistico. Perché alla fine bisogna trovare il modo di prendersi il proprio tempo, lasciando a casa il resto. Cosa rara al giorno d'oggi in cui il mondo circostante, anche e soprattutto quello ferroviario, è abituato a viaggiare ad "Alta velocità". Diciamo anche che in ballo c'era anche il proporre la validità di un'alternativa al viaggio, sebbene l'impresa si presentasse, sin dall'origine, disperata. Per due fondate ragioni. Anzitutto il fattore tempo. Ci vuole coraggio a imbarcarsi in un viaggio di 7 ore (più altrettante al ritorno) quando oggi la ferrovia contemporanea pone alternative a percorrenza dimezzata. Un Roma - Milano diretto in AV ci impiega mediamente 3 ore, 3 e 20 includendo le due fermate intermedie di Firenze e Bologna. Certo, a questo bisogna poi aggiungere l'ora per raggiungere Roma, ed eventuali tempi morti di coincidenza, ma il paragone è comunque impietoso. Il secondo fattore, non meno rilevante in tempi di crisi, è quello economico. Sebbene il treno AV abbia tariffe logicamente più alte, nella pratica capita sovente di accaparrarsi tariffe scontate; questo grazie alla ventata di concorrenza portata dall'ingresso, in tale mercato, di NTV, che ha rotto lo storico monopolio di Trenitalia, e che ha costretto entrambe a proporre un numero considerevole di posti a tariffa speciale, se prenotati con un certo anticipo.Ci vuole coraggio, o forse solo radicata consapevolezza nella scelta del viaggio. C'è ancora qualche barlume di ragionevolezza nello scegliere il Tacito? Io dico di si.

Parziale di una delle arcate metalliche a copertura della stazione di Milano Centrale. A lato le carrozze dell'IC 580 Terni - Milano, al binario 18.

Il fattore tempo, sicuramente rilevante, è in parte mitigato dalla partenza all'alba di tale treno. Nonostante 7 ore di viaggio alle spalle, si giunge comunque a Milano alle ore 12. Sicuramente dopo i primi convogli ad AV, ma in orario ancora apprezzabile per porre in essere tutta una serie di cose, nelle 5 ore e mezza di tempo a disposizione, nel caso si optasse per il ritorno in serata con lo stesso treno. Si è in tempo per il pranzo, per fare un giro a Milano, andare a trovare il proprio amore e passarci qualche spensierata ora, e, non ultimo, anche un colloquio di lavoro. A me una situazione del genere capitò in quel di Firenze, ma avrei potuto fare altrettanto anche a Milano, nonostante i 300 km e le 3h e 30 di differenza. Tutto questo, senza dover effettuare alcun cambio. D'altro canto, è bene ricordare che la differenza di percorrenza non è data solo dalla differenza di vclocità dei convogli; un treno come il Tacito, ad esempio, da Firenze a Milano, consente collegamenti diretti con Prato,  Modena, Reggio Emilia, Parma, Fidenza (Salsomaggiore), Piacenza, Lodi, che proprio cittadine non sono. Senza dover effettuare un'ulteriore cambio, a Firenze o a Bologna, aspettando la relativa coincidenza, magari su convogli regionali iperaffollati. Del resto l'elevata percorrenza del Tacito, sicuramente ottimizzabile, è anche dato dallo stato dell'infrastruttura della terra da cui proviene, l'Umbria. Se dopo due ore nette, il treno è ancora alla stazione di Terontola, al confine con la Toscana, qualcosa vorrà pur dire. In questo senso, la sosta intermedia a Firenze S.M.N. quasi a metà percorso, dopo 3 ore di viaggio, se da un lato fa perdere tempo, dall'altro è topica per rinfrancarsi e sgranchirsi la mente e le gambe.

L'IC 599 Milano C.le - Terni, pronto al binario 14 della stazione Centrale di Milano, a pochi minuti dalla partenza per Terni.
A ben guardare è difficile trovare un treno, esclusa ovviamente l'AV, che colleghi la provincia del centro italia a Milano, consentendoti di trascorrere ben 5 ore e mezza nella città meneghina e tornare in serata, dopo 1.100 km e quasi 14 ore di viaggio. Senza doversi prendere un'altra giornata di viaggio, senza dover pernottare. Dandoti tutta un ventaglio di opzioni intermedie, senza cambio, cosa oggi divenuta assai rara. Ora che questo genere di treni è in via di estinzione, è il caso di valorizzare e tenersi stretto quel che si ha. D'altro canto l'ex Tacito, che in Umbria raccoglie una spicciolata di passeggeri, riempie nel resto del percorso, nel caso specifico in ripartenza da Firenze S.M.N. e fino a Bologna, la gente ha viaggiato in piedi, molti sono saliti con il posto non garantito, e hanno sostato nel corridoio. Ci saranno decine di treni AV sulla dorsale ma ... non per tutti questo è un bel viaggiare. La verità è che questo è un treno strategico, anche per la mobilità interna in Toscana ed Emilia Romagna, in fasce d'orario ad alto interesse. Quello che fino a pochi anni fa era il treno cenerentola in mezzo a tanti gallonati della lunga percorrenza, è oggi uno dei pochi "mohicani" rimasti a collegare dignitosamente la provincia italiana alla metropoli della finanza, dell'economia e del sogno italiano. Può sembrare strano scegliere ancora questo modo di viaggiare nell'era dell'alta velocità. Ma in fondo questo era il modo di viaggiare abituale di ieri, delle giornate passate in treno, al finestrino, leggendosi un libro, con il proprio gruzzolo di pensieri e speranze, valigie vanità e illusioni. In fondo basta portarsi un buon libro, per ingannare il tempo. Dimenticando, per una giornata, che siamo nell'era di Facebook. Onore al Tacito, e alla Centrale di Milano, che, ferroviariamente parlando, è una meravigliosa cattedrale. E noi siamo orgogliosi di leggere ancora "Terni" nei suoi tabelloni.

L'IC 599 per Terni nel meraviglioso firmamento a cupola di Milano C.le. Foto di Piero Reo.