lunedì 14 gennaio 2013

Chiuso per ... dolore

Arriva sempre un momento in cui le parole perdono di senso ... prima ancora che di peso, e vengono inesorabilmente spazzate via. La loro inconsistenza impalpabile stride con il peso oscuro che ti prende la testa e lo stomaco, ti annebbia la vista liquefando gli occhi scavati in un fiume di lacrime. Non scrivi, non pensi, semplicemente perché non respiri, annaspi e anneghi in un dolore viscoso e melmoso, che ti trascina lentamente a fondo. Allora capisci che devi andare fino in fondo in quel fondo abissale, a grattare la sofferenza, fino a quando non ce ne sarà più. Da respirare e ingoiare, nemmeno fosse petrolio o catrame. Come quella merda che ci uccide.