lunedì 23 settembre 2013

Sketches of Calabrian's railways

Con una punta di disagio torno, dopo mesi di introspezioni personali, a parlare di ferrovie. Avevo perso interesse a parlare ed occuparmi proficuamente di treni, conscio che il tempo delle progettualità era finito da un pezzo, ma anche perché impegnato in un momento di profonde vicissitudini interiori. E, parliamoci chiaramente, negli ultimi tempi, mi risultava sempre più faticoso scendere in Calabria con il treno. Senonché proprio questa ultima discesa del fine settimana passato, per motivi di servizio, mi ha fatto tornare il sorriso in bocca. 

Questa volta avevo deciso di sacrificarmi alzandomi all'alba (anzi era ancora notte fonda alle 4:30) per prendere il reg 2321 per Roma delle 5:45 (orario Terni FS) con arrivo alle 6:48, in modo da prendere in tempo l'IC 723 Roma Termini - Palermo/Siracusa delle 7:39, su cui avevo trovato un'offerta in 1° classe al prezzo della 2° (e se le mie scarse conoscenza non mi ingannano mi è forse capitata anche una ex GC), anche perché, oltre alla suddetta offerta, avevo riscontrato un sistema di coincidenza valide e strette per arrivare presto a Sibari, senza perdere le ore sui marciapiedi. Al punto da voler sacrificare anche un'ipotetica gita in quel di Marzi, proprio per non vanificare questo vantaggio. Nella fattispecie, il mio IC 723 era previsto da orario alle 12:20 a Paola; dove avrei trovato il 22471 per Castiglione Cosentino alle 12:35 (15 minuti di cambio), dove, arrivato alle 12:51, avrei atteso il reg 8504 Cosenza - Sibari alle ore 12:56 (appena 5 minuti). La coincidenza era assai stretta, ma apprezzavo il tentativo di costituire un efficace sistema di coincidenze e cambi, senza dispersioni di tempo, per realizzare questa trasversale dell'alto jonio mai decollata. Alla resa dei conti, l'IC 723 è arrivato a Paola con 5 minuti di ritardo (12:25), il reg 22471 è partito grossomodo in tempo per Cosenza, con il suo complesso di ALe 562 (si finalmente le ho provate), ed è arrivato pinto pinto a Castiglione, complice una fermata all'interno della Santomarco, alle 12:55; il reg da Cosenza per Sibari sarebbe arrivato all'incirca 3 minuti dopo. Puntuale l'arrivo a Sibari alle 13:50

L'altra cosa piacevole è stata vedere una certa gioiosa vivacità di presenze, e di collegamenti, a Sibari, a voler finalizzare questo sistema di coincidenze. Arrivati sul binario 5 dello scalo sibarita, sul 4 era pronto il 3733 per Catanzaro Lido delle ore 14:00 (quindi attesa di appena 10 minuti per chi veniva da Paola e Cosenza); io mi ero accontentanto di arrivare presto a Sibari al punto di non aver verificato le coincidenze con la jonica, facendomi venire a prendere a Sibari, ma volendo, con un cambio e una modesta attesa, sarei potuto scendere direttamente a Corigliano; poi la 668 arrivata da Cosenza sarebbe entrata in turno come reg 12704 per Metaponto delle 14:03. E a Sibari ho riscontrato una certa vita, oltre che l'embrione di un sistema di collegamenti che, sebbene ancora insufficienti, hanno dato un segnale chiaro che, quando i treni sono organizzati bene, viaggiare in treno è ancora possibile senza fare ancora salti mortali. In questo caso da Paola - Cosenza, si è imbastito un bel sistema su Metaponto/Catanzaro Lido che ha visto Sibari svolgere quel ruolo naturale di crocevia che gli era sempre stato assegnato. Sarebbe stato interessante imbastirlo su Taranto, più che su Metaponto, di questi tempi, e soprattutto, dopo il deserto visto a Sibari negli ultimi miei viaggi, sembrava quasi di assistere ad un miraggio.