giovedì 28 novembre 2013

Momenti

Momenti che si rincorrono, e raramente "combaciano". Perché non li lasciamo posare. Per la convinzione di inseguire il momento avendo la presunzione di fermare il tempo. Quale tempo poi non si sa, non certo il nostro.

Siamo noi a doverci fermare, mentre il tempo continua a girare. Isolare l'intorno per occupare il giusto spazio. Il Nostro. Finché vive e respira. Noi ci siamo, ma per chi e per cosa, se non per noi stessi?


Carpe diem? No, l'esatto contrario. Non affannarti a cogliere l'attimo, lascia sia lui a circuirti e avvolgerti. Fino a pervaderti. E sarà pronto per essere tuo ."Sedendo e mirando" che è un guardare pensando, dal di dentro.

Cogito Ergo Sum? Facciamo l'inverso. "Sono", dunque penso e faccio, vivo e respiro, cerco e amo. Anelo e bramo. Dal pensiero poetante alla poesia pensante. Fino allo scacco del pensiero, oltre il quale si manifesta l'Infinito.

Poi ci sono loro, che si piazzano lì, nel bel mezzo. Ma il paesaggio si apre, e tu trovi comunque il tuo varco.

(Un grazie a Vittorio Lascala e Morena Fratto per esser stati, al contempo, "attori spettatori" e "inconsapevoli protagonisti").

Post scriptum:

Era una ferrovia, ma i treni non passano più. Tu il tuo non l'hai ancora perduto, né sei salito su quello sbagliato.