lunedì 20 ottobre 2014

Into the Groove

La musica, o ce l’hai dentro, o non te la puoi dare. Davvero.

Ci sono giorni come quello di ieri in cui non capisci di che colore è il cielo tanto appare stratificato e “porcupino”. Come certi pensieri rimasti da tempo appesi, in quanto irrisolti. Degna cornice di un rientro al lavoro dopo la pausa pranzo. Quando salgo in auto, come mi siedo, cambio immediatamente CD. Non penso, lo faccio e basta, senza nemmeno meditare cosa afferro e infilo dentro il lettore. E parto. Poche centinaia di metri, ed è subito incrocio. Pericoloso. 

Dall’altro lato spunta un auto color nocciola, dentro ci sei Tu, con quello sguardo da cecchino che non sbaglia un colpo. Quando alzi gli occhi è micidiale. Sorrido, ti saluto affiancandoti e e tu ricambi con un gesticolare vivace della mano e un sorriso radioso.

Tutto qui? No, non è tutto qui, se un attimo che è già passato nel momento in cui accade ancora mi risuona dentro, a distanza di un giorno.

Sarà che le persone hanno un potere magico e sprigionano un’energia meravigliosa se le incontri al momento giusto. Quando addirittura non ci vai a sbattere contro mentre sei sovrappensiero. Allora ti sembra quasi di scoprirle di nuovo, da punto e a capo, anche se, in vita tua, le hai già incrociate qualche decina di volte. Sono queste regole basilari della vita che ancora mi spiazzano, mi emozionano e mi commuovono, perché a 40 anni suonati ancora ci inciampo. Certo, ci vuole anche quella disposizione d’animo nel voler squarciare un cielo cupo e riportare il sole in mezzo. Bisogna metterci del proprio. Ecco io potrei iniziare a cambiare CD più spesso, quando giro in auto, se questo è il risultato.