giovedì 10 novembre 2016

"Good morning" Terontola ..

 Locomotiva FS 685.089 in testa al treno storico in partenza da Terontola per Foligno
 "Aspetta un momento a svegliarti
Voglio guardarti ancora
Aspetta un momento a girarti
Voglio sfiorarti ancora.. "

Gaetano Curreri canta la " fine di un'estate", la sua voce avvolgente si fa sfondo, paesaggio, orizzonte. Il cielo è cupo, lungo la strada inizia a piovere insistentemente. Una tipica giornata autunnale. In fondo cosa è l'autunno, se non la fine di un'estate? In verità fuori fa caldo, a Terni alle 6 di mattina ci sono già 15 gradi, diventeranno 17 un'ora dopo, doppiata Perugia. Allora forse l'estate non vuol finire, anche se siamo a novembre inoltrato. 

"... Immaginare che fai soltanto sogni belli
Dove noi siamo felici e non moriamo mai
Non moriamo mai".


(Stadio - Fine di un'estate)

Treno storico per Foligno condotto dalla locomotiva FS 685.089 in partenza da Terontola
Destinazione Terontola. Da bambino questo nome mi faceva ridere, tanto sembrava uno scioglilingua, un bizzarro gioco di parole. Che luogo è Terontola? In principio era un non luogo, poi ad un certo punto hanno posato il binario, è diventato un "borgo ferrovia" in una località di intersezione tra più linee, diventando il punto di riferimento di un'intera area. Un luogo serio, importante. Soprattutto se ci affianchi il nome di Cortona. "Terontola - Cortona", senti come suona. Imponente. Ma nonostante i nobili uffici di Cortona, la stazione era e resta Terontola. Un nome che sembra uno scherzo uscito da una storia di Gianni Rodari.  

Treno storico Terontola - Foligno in transito a Tuoro sul Trasimeno
Era il dicembre del 1866 quando fu inaugurato il tronco Foligno - Terontola, linea che oggi riveste un'importanza secondaria, ma esattamente 150 anni fa costituiva l'anello mancante per realizzare il primo collegamento ferroviario tra Roma e Firenze, le due principali città del "Centro d'Italia"; anche se l'Italia all'epoca era ancora un'idea astratta in via di realizzazione. La Roma - Firenze attraversava l'Umbria, decretandone la sua centralità ferroviaria; e fino a Foligno, Roma - Firenze e Roma - Ancona erano la stessa ferrovia. Rimasugli di orari ferroviari dell'epoca testimoniano che i primi collegamenti ferroviari internazioni tra Roma e Parigi passavano per Terni - Foligno - Assisi - Perugia. Per celebrare degnamente questo anniversario, il DLF di Perugia, in collaborazione con la Fondazione FS, ha organizzato un treno storico Terontola - Foligno , con sosta intermedia a Perugia, composto dalla locomotiva FS 685.089 (classe 1915) in testa a un convoglio composto di carrozze tipo 1928 R "Centoporte". Il supporto operativo e logistico allo svolgimento fattivo del treno, sia per quanto riguarda l'assistenza ai viaggianti che la disbriga di tutte le procedure ferroviarie e di sicurezza, a sostegno e in collaborazione con il personale di macchina, è stato garantito dall'attivismo dell'Associazione folignate "Turno C", operante in regime di convenzione con Fondazione FS. Una buona occasione per ritrovare alcuni vecchi amici, e compiacermi della bontà del loro lavoro.

Il convoglio storico in transito al PL al Km. 68 + 551 posto all'ingresso di Passignano sul Trasimeno
La vecchia "Signora", ormai centenaria, era in splendida forma e tirava come una dannata, e ho faticato non poco nel primo tratto per stargli dietro; se a Tuoro sono riuscito ad appostarmi in tempo, a Passignano a dovuto rimediare un punto di fortuna, che il PL era già abbassato, impedendomi di raggiungere il rilevato sopraelevato sul muraglione, in uscita di galleria subito dopo la stazione. A Magione mi sono incartato da solo, sbagliando strada e ho perseverato andando per tentativi dietro alla ferrata in un punto che non conoscevo, salvo tornare sui miei passi con il treno che aveva ormai preso il largo. A quel punto ho puntato diretto a Perugia, alla stazione Capitini, confortato dall'orario; peccato che il treno, in anticipo di 10 minuti abbondanti sulla tabella di marcia, era già arrivato in stazione a Fontivegge. Dove il convoglio ha osservato una sosta prolungata di quasi due ore, anche per agevolare la regolarità della circolazione ferroviaria ordinaria sulla tratta ai treni di metà mattinata.

Locomotiva FS 685.089 in sosta alla stazione di Perugia
Io ne ho approfittato per ricaricar le pile e smaltire le tossine dopo una corsa sotto la pioggia; dopo tanti anni una locomotiva a vapore è tornata a Perugia. Sebbene l'evento sia passato in sordina, con un grado di partecipazione istituzionale e una voglia di festeggiare il pur importante traguardo giunta ai minimi storici. Degna di una Regione Cenerentola "distratta" sempre più votata alla "gomma", e scarsamente propensa ad investire sulla rotaia. Fuori dai denti e al netto di polemiche spicciole i 150 anni della "Foligno - Terontola", che poi sono i 150 anni della "Roma - Firenze" meritavano una cornice migliore; e se "treno storico" per fortuna c'è stato, è sempre grazie all'impegno volontario delle associazioni locali che ci mettono più di una pezza per salvare la faccia. Del resto, solo pochi mesi prima, correvano i 150 anni della "Roma - Ancona"; nessun treno storico a ricordare l'evento. Lo hanno fatto passare in cavalleria.


Al ponte di "Prepo" ho dato l'assalto al treno, recuperando parte del malloppo che mi aveva sottratto nel primo tratto; come mi sono lasciato Perugia alle spalle, ha ripreso a piovere a dirotto. Ho tirato dritto fino alla stazione di Assisi, per dare l'ultimo saluto al convoglio, in transito verso Foligno.

Il treno storico Terontola - Foligno in transito ad Assisi
Il treno saluta e se ne va verso Foligno
Come il treno è passato, è tornata a splendere radiosa la luce del sole. Quasi che la locomotiva, sbuffando possente, si fosse tirata dietro la malinconia insieme alle vetture. La gente accorsa ad ammirare al convoglio, era già andata via. La stazione di Assisi, tutta per me. Allora ho pensato a quanto fosse bello essere li e restarci, senza alcuna ragione. Perché tutto il resto è già storia, che siano passati solo pochi minuti o 150 anni, poco importa. Finché ne resta memoria.

"...ma poi ho camminato tanto e fuori

c'era un grande sole

che non ho più pensato a tutte queste cose...


E va bene così

senza parole... "

(Vasco Rossi - Senza parole)

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