giovedì 30 marzo 2017

Marea


Alle volte non basta un "mare", ce ne vogliono due. Non importa che si susseguano, come il Tirreno e lo Jonio, oppure lambiscano entrambi i lati della città, come il Grande e il Piccolo. Il viaggio attraverso Reggio Calabria e Taranto sembra raccontarmi questo. Gli anni passano, ne ho già alle spalle più di 40, inizio quasi a sentirne il fardello, ho poca voglia di correre e sgomitare come un tempo. Allora è bello avere due orizzonti, perché se anche uno fosse irrimediabilmente perduto, resta sempre l'altro in cui fondersi, anche solo illudersi. 
L’oro del Sud. Non c’è punta di meraviglia senza una goccia di rimpianto.

sabato 25 marzo 2017

Nuovo binario Paradiso

Torre idrica della stazione di Capranica - Sutri
I ricordi sono li che dormono, come motori sotto il cofano. Attendono solo qualcuno che giri la chiave, tornando a farli ruggire.

Era un sabato mattina di dieci anni fa. L'11 marzo 2007 per la precisione. Avevo ancora la mia Ford Fiesta 1.2, immatricolata il 29 agosto dell'anno 2000. Aveva abbondantemente superato i 200.000 km, da qualche mese le avevo installato l'impianto a GPL. L'avrei tenuta con me 5 anni ancora, e ancora mi chiedo se ho fatto bene a disfarmene. A parte gli acciacchi a sospensioni e carrozzeria, il motore andava ancora una bomba. 

Capranica. Chi scende (Orte) e chi sale (Viterbo). Suggestioni che si diramano
Era un periodo particolare della mia vita, avevo da poco cambiato lavoro, quello che ancora oggi mi vede impiegato, anche se all'epoca era ancora a tempo determinato. Erano giorni di forte stress emotivo, il nuovo capo mi metteva sotto torchio per vedere come reagivo, se ero all'altezza del compito per cui venivo pagato. Qualche mese dopo l'avrei ringraziato per tutto quanto mi ha dato, ma in quei giorni ero abbastanza terrorizzato. Poi, un paio di mesi dopo, entrai nel suo ufficio per consegnargli la partecipazione di nozze. Il 9 giugno mi sarei sposato. E tutto cambiò di colpo, pur declinando l'invito spalancò un sorriso di compiacimento, apprezzando il mio gesto, e qualcosa mutò nel nostro rapporto: non fu più l'orco di prima, iniziò a trattarmi come un premurevole, per quanto all'occorrenza severo, padre di famiglia.  Inserendomi un premio in busta paga per il  matrimonio, un altro alla nascita di mia figlia Eleonora, appena un anno dopo.

Viadotto della ferrovia Roma - Viterbo all'uscita di Capranica
Ma quel giorno di marzo avevo tutte le ragioni per voler fuggire e cercare un luogo tranquillo. Come poteva esserlo solo un luogo sospeso nel tempo, al riparo dai rumori del mondo. Come un ex tracciato ferroviario. Venivo da due anni di escursioni frequenti sull'ex tracciato della Spoleto - Norcia, che avevo ormai percorso da palmo a palmo, e non serbava più sorprese a riguardo. Cercavo nuovi stimoli. Fu così che, senza pensarci due volte, mi diressi verso Viterbo. Destinazione Capranica.

Strani incroci. Ponte ad arco della ferrovia Roma - Viterbo sulla Civitavecchia - Orte all'uscita di Capranica.

Stazione di "Capranica - Sutri". Diramazione tra storia e memoria, attualità e archeologia ferroviaria. Trading post lungo il "Far West della Tuscia". La dove la "Roma - Viterbo" incrocia la compianta "Orte - Civitavecchia". Quel giorno risuonava "Crumbling Down" dei Sentenced, in auto. Introduzione gotica, riff tagliente di chitarra, buon groove, coro femminile celeste e oscuro. Bello come  le arcate del viadotto in curva sulla Roma - Viterbo, quando il binario si eleva ad abbracciare l'altro tracciato che gli scorre sotto, tirando dritto verso un destino segnato che lo vede condannato all'oblìo.
Stazione FS di Ronciglione
Stazione di Ronciglione. Qui la ferrovia arrivò nel lontano 1894, come diramazione della Roma - Viterbo. Caso ha voluto che  l'ultimo tronco di linea fosse chiuso al traffico esattamente un secolo dopo, nel 1994. Quando l'ironia supera la strategia. Vi ricordate "La vita è bella" di Roberto Benigni? Le scene della deportazione furono girate in questa stazione, con il convoglio trainato dalla locomotiva a vapore FS 940.044, assegnata del Deposito di Sulmona. Dall'altro lato, nel silenzio ciclopico della natura, un imponente manufatto in ferro sorvola la forra. Reca una targa sul corrimano. "Società Nazionale Officine di Savigliano - Torino. 1928". L' "Eiffel di Ronciglione" ricorda l'anno in cui fu inaugurato il corridoio tra il porto di Civitavecchia e le Acciaierie di Terni.


Viadotto in ferro sul Rio Vicano all'uscita di Ronciglione, lato Orte
Poi venne un altro giorno di marzo, otto anni dopo. Su quel binario salì mia figlia, con la sua macchina fotografica, e mi accompagnò nella camminata. Non so se il tempo sarà così galantuomo da preservarle i ricci; io le auguro che il vento soffi costante a scompigliarle i pensieri, sollevandole i boccoli. Perché i suoi sogni non finiscano su un binario morto.


Mia figlia Eleonora, tra Orte e Castel Bagnolo
Non esiste leggenda, senza qualcuno che ne tramandi le gesta.

venerdì 17 marzo 2017

"Tacito accordo"


Ic 599 per Terni in partenza dalla stazione Centrale di Milano
Del "Tacito" non si butta via niente.

Nemmeno quando hai fatto il biglietto Terni - Bologna a/r per andare alla "Bologna Children's Book Fair" per il 5 aprile. Tu sei già li che, biglietti alla mano, pregusti il tutto. E in ufficio ti arriva la doccia fredda. La collega ha già chiesto le ferie quel giorno, e tu devi sostituirla. Lasciare l'amministrazione sguarnita non si può, puoi solo cambiare data, e decidi il 4.

Ma i biglietti sono in "Economy", e non puoi cambiare data, pena l'applicazione della tariffa ordinaria. Sono 41,50 €. a salire e 41,50 €. a scendere, e tu che avevi pagato in tutto 39,80 €. andata e ritorno. Ti conviene rifare i biglietti in "Economy" per il 4, e gettare i vecchi nel cestino. Dove lo trovi uno che si alzi all'alba per prendere il treno alle 5 di mercolerdi 5 aprile per andare a Bologna e ripartire la sera tornando a Terni a mezzanotte inoltrata? Giusto se conosci qualcuno che, come te, quel giorno, deve salire alla Fiera in giornata.

Per fortuna che c'è tuo padre cui piace viaggiare, che in treno ci è salito e sceso su e giù per anni da un capo all'altro d'Italia tutti i fine settimana, per andare al lavoro e rientrare a casa. Domodossola, Taranto, Bagnoli, Genova, chi più ne ha più ne metta. E si che lui l'aveva tenuto a battesimo il "Tacito" vent'anni prima, quando lo avevano appena istituito, era ancora numerato 550/562 e ci metteva ancora 6h e 30 spaccate a fare Terni - Milano sia a salire che a scendere. Partiva alle 5:30 e arrivava alle 12:00; ripartiva alle 18:00 e arrivava alle 00:30. E quanto volte sei andato a prenderlo alla stazione di Terni, quando lavorava a Trezzo d'Adda e il venerdi sera scendeva a casa. Saliva in "Centrale", che per taluni è "Cattedrale", e poteva anche addormentarsi che tanto il treno finiva a Terni. E non c'era nemmeno il rischio di rimanere la notte in stazione, che so a Roma Termini, perché anche l'ultimo treno per l'Umbria era ormai partito. 

Ma a Terni quel treno non arrivava mai in orario, si portava sempre dietro una buona mezz'ora, qualche volta un'ora. Così si facevano le 01:00, talvolta le 01:30, tra nebbie e imprecazioni. Già allora Trenitalia si "scusava per il disagio", anche se Trenitalia non esisteva ancora. Si chiamavano ancora Ferrovie dello Stato. Fatto sta che quel treno era comodo, e fortuna che c'era. 

Così tu quei biglietti non hai più buttato, ma un bel viaggio a Bologna a tuo padre hai regalato. Il "Tacito" non ha più un nome, ha cambiato numerazione, hanno persino allungato la traccia oraria, ma oggi come allora di quel treno non si butta via niente, ed è un magnifico lasciapassare per girare l'Italia, di stazione in stazione, di città in città. Quelle che non vedi più scorrere con l'Alta Velocità.

Ora e sempre, IC 580/599. Dove "Intercity" non è solo un sigla, ma una filosofia esperenziale, metafora, essenza, perfino arte del viaggiare.

Ferma a Spoleto, Foligno, Assisi, Perugia Ponte San Giovanni, Perugia, Terontola - Cortona, Arezzo, Firenze Santa Maria Novella, Prato Centrale, Bologna Centrale, Modena, Reggio Emilia, Parma, Fidenza, Piacenza, Lodi, Milano Rogoredo e arriva a .. Milano Centrale

Ditemi voi se non è musica questa.