lunedì 11 luglio 2016

La leggenda del Pollino (never ending story)

Ex stazione FCL di Lauria - Viadotto in curva in muratura all'uscita della stazione lato Lagonegro
Ci sono luoghi che restano sospesi, perché qualcuno decreta, di punto in bianco, che sono diventati inutili. A quel punto diventano invisibili, anche se restano li, defilati a pochi passi, talvolta alle spalle, talvolta accanto. Potresti persino sbatterci contro, finirci sopra o dentro, se sei distratto e cammini immerso nel tuoi pensieri.

Ex stazione FCL di Lauria come appare dal viadotto in curva in muratura lato Lagonegro
 
Dalla stazione "Spazio" alla stazione "Tempo" partono due binari distinti, una linea attraversa le lande dell'Oblìo, l'altra quelle della Memoria. Il primo tracciato smaterializza tutto, al di là del permanere della sua consistenza fisica, ingegneristica e  architettonica. Il secondo mantiene tutto in vita, al di là della contingente utilità e della sua presunta attualità storica.  

Viadotto in curva in muratura e galleria all'uscita della stazione FCL di Lauria in direzione Lagonegro
Anche nella nostra anima giacciono momenti, episodi, stati d'animo che galleggiano lì sospesi, così come i luoghi che costantemente attraversiamo, o a cui torniamo di tanto in tanto, oppure dopo tanti anni, a tratti e per alcune ragioni ci sembrano immoti, per altri motivi irrimediabilmente cambiati. Alle volte mi piace pensare che i luoghi abbiano una loro precisa identità, coscienza, autonomia, una loro "anima" che si evolve nel tempo, che reagisce e interagisce agli accadimenti e agli episodi, posti in essere da noi uomini. Forse anche e soprattutto per questo, mi piace passeggiare sui sentieri abbandonati nel Tempo dall'Uomo, provando ad immaginare gli stati d'animo che si sono avvicendati quando erano "abitati" e "vissuti", e hanno mosso generazioni ospitando emozioni. Per me è come un Mantra, un ritorno alle origini, rileggere brandelli rimasti impigliati nel tempo, tra le scelte e gli accadimenti, le rotte smarrite e quelle repentinamente cambiate in corsa. Mi aiuta a leggermi dentro, al riparo dal mondo esterno fatto di vociare scomposto e continui elementi di disturbo. Un camminare verso me stesso. Non importa il "Dove" e il "Quando".

Il paese di Laura dal ponte in ferro tra due gallerie che sovrasta l'abitato, sulla ex ferrovia Lagonegro - Spezzano Albanese
Stare bene con se stessi è un po' come scrivere, non basta avere il mondo dentro, bisogna volerlo attraversare. E' un cammino sospeso tra terra e cielo, un ponte sul vuoto, un intimo desiderio di portare la luce nel buio, andare a recuperare qualcosa là dove lo si è perduto. Una Ragione di Vita imbevuta nel Sogno. Viaggiare è porsi  "alla ricerca del tempo perduto". Un formidabile spunto narrativo, un espediente letterario.

Già .. ma la letteratura è come le ferrovie abbandonate: a chi interessa più?  (click)

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